07 Gennaio 2018

MISTER DI DONATO: “LAVORO, SACRIFICIO, SPIRITO DI GRUPPO, EQUILIBRIO E GIUSTO ATTEGGIAMENTO, QUESTO IL MIO CREDO”

Dopo un finale di girone d’andata piuttosto movimentato in casa leoncella, ci si appresta ad iniziare il ritorno con l’obiettivo di cambiare nettamente ruolino di marcia per non rischiare grosso.

La parentesi di Francesco Bacci, da apprezzare il suo passo indietro da uomo di altri tempi, in un periodo di poltrone incollatissime, non è purtroppo servita a dare quella scossa che ci si attendeva alla squadra. L’avvento del nuovo mister Daniele Di Donato, nelle ultime due stagioni al Settore Giovanile del Modena, uomo di calcio come pochi vantando ben 413 presenze in B con Torino, Palermo, Arezzo, Ascoli e Cittadella (terzo giocatore per numero di presenze in assoluto in B, oltre ad una stagione in Serie A a Siena, indossando anche la fascia di capitano a Palermo ed Ascoli), è sicuramente finalizzata a dare quella sterzata alla squadra, soprattutto in termini di mentalità e personalità.

L’abbiamo incontrato per conoscerlo meglio e capire le sue idee di calcio.

Mister, innanzitutto come è capitata la Jesina nel suo lungo percorso calcistico?

E’ bastata una semplice telefonata e mi sono messo subito al servizio della Jesina. Conoscevo già la piazza. Essendo nato in Abruzzo ed avendo giocato ad Ascoli, so bene quanta passione ci sia nelle Marche per il calcio. A Jesi inoltre, giocai un’ amichevole estiva con i bianconeri alcuni anni fa.

Come ha trovato la squadra e come intende rianimare un ambiente che si sta deprimendo sempre più?

La squadra mi ha accolto molto bene ed i ragazzi stanno lavorando egregiamente seguendo alla lettera i miei consigli. Ho trovato una Società che è come una famiglia. Ora dobbiamo pensare solo a lavorare bene e mettercela tutta per disputare un buon girone di ritorno. Dovremo poi esser bravi noi a portare sempre più pubblico dalla nostra parte e trascinarlo.

Quale è il suo credo tattico e cosa pretende in particolare dalle sue squadre?

Io credo molto nel lavoro, il sacrificio e soprattutto l’atteggiamento giunto da tenere in ogni partita. Pretendo, come ho sempre fatto io nella mia carriera, che i ragazzi diano tutto in campo, a prescindere da eventuali errori tecnici. Non penso a curare particolarmente un settore piuttosto che un altro. La difesa è parte dell’attacco e l’attacco parte della difesa. Prediligo il collettivo e la forza del gruppo. Un singolo può far vincere una partita, ma solo con il gruppo si è capaci di vincere un campionato o raggiungere qualsiasi altro traguardo. Se poi un gruppo si dimostra tale, è normale che il singolo può esaltare le proprie qualità.

Cosa pensa di portare nel brevissimo tempo che avrà a disposizione per raggiungere la tanto sospirata salvezza?

Ho una gran voglia di fare qualcosa di importante. A me piace stare con i ragazzi e soprattutto è mio compito infondere serenità nel gruppo e la giusta convinzione nei propri mezzi. Altro concetto molto importante per me è portare equilibrio, non esaltarsi troppo dopo una vittoria e non abbattersi troppo per una sconfitta. Gestire una vittoria è molto più difficile che gestire una sconfitta. 

Quali sono i più bei ricordi della tua lunghissima carriera?

I momenti  più importanti li ho vissuti a Palermo ed Ascoli, ma tutto questo ormai fa parte del passato. Ora ho ricominciato da capo e sento di avere ancora molta strada da fare, partendo proprio dalla Jesina.

Per la rubrica #LAVOCEDEILEONCELLI

Michele Grilli

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