Il periodo Bellico

Il primo campionato di una certa importanza al quale partecipa la Jesina è quello di I Divisione, più o meno l’attuale serie C/1. Sono anni, quelli a partire dal campionato 1933/34, che vedono la squadra protagonista, ed avversaria temuta, su ribalte importanti: la squadra si fa conoscere e rispettare sui campi di Venezia, Vicenza, Udine, Padova, Treviso, Mantova, ed ogni volta in cui non porta a casa punti, se ne ritorna indietro con i complimenti dei giornali locali. È una squadra costituita essenzialmente da giocatori del posto, con l’innesto di elementi che si sono distinti in altre squadre marchigiane; il passaggio al professionismo è ancora piuttosto lontano, al massimo la società può permettersi il lusso di qualche rimborso spese o qualche merenda in alcune trasferte. Anche i tifosi si arrangiano come possono: ci si sposta con i mezzi a disposizione, perfino ammassati nel cassone di qualche camion rimediato all’ultimo momento. Dopo 7 anni ininterrotti in Serie C/1, ecco le prime delusioni. Il Paese si avvicina a quello che sarà uno dei suoi più brutti periodi, la seconda guerra mondiale; in giro di quattrini ce ne sono pochi, figuriamoci per lo sport ed il calcio, e Jesi non fa certo eccezione. La stagione 1939/40 finisce peggio di come era cominciata con un ritiro anticipato dal campionato, dopo un autentico rovescio subito in casa dall’Arezzo, 0-4. È il 17 marzo del 1940; una settimana dopo la squadra è attesa a S.Giovanni Valdarno, ma invano. Ha rinunciato alla trasferta ed alla prosecuzione del campionato. L’Italia sarà in guerra dopo meno di tre mesi.

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